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Interviste, racconti, curiosità e segreti con i protagonisti del Grande Ciclismo di ieri, oggi e domani
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2 DIC. 2025 · «Un percorso non particolarmente duro, nemmeno nella terza settimana», è questa la prima impressione che Stefano Garzelli ha avuto appena sono state svelate le 21 tappe del Giro d'Italia 2026.
Le particolarità, tuttavia, sono diverse. In primo luogo un'altra partenza dall'estero, questa volta dalla Bulgaria. «Io non sono totalmente d'accordo. Ricordo quando ero corridore l'atmosfera delle prime tappe in Italia. Ho ancora in mente il calore del pubblico come l'ho sentito alla partenza da Lecce al Giro del 2003».
Poi, una delle 21 tappe è una lunga cronometro di 40 chilometri «che può giocare un ruolo fondamentale nel convincere Remco Evenepoel a venire alla corsa rosa - continua Garzelli - Penso che Vegni abbia avuto una strategia nel disegnare questo suo ultimo Giro: mi sembra proprio un percorso pensato per chi vuole partecipare anche al Tour de France, quindi Pogacar e Vingegaard».
Secondo Garzelli quindi, ora che sono state svelate le tappe del grande Giro italiano («fossi ancora corridore non mi soffermerei sulle tappe di salita, ma sulle miste come quella in Liguria o quella dei muri marchigiani»), i tre più forti corridori al mondo potrebbero tutti pensare di partecipare «perché non è così duro».
Ci sarà poi uno sconfinamento in Svizzera con una tappa tutta elvetica, Milano che torna ad ospitare la carovana rosa («ma avrei preferito che fosse una frazione diversa, magari una crono») e poi l'ultima settimana con doppio Piancavallo «a cui mi lega un bel ricordo con Marco Pantani». In tutto questo Garzelli non ha dubbi, «Giulio Pellizzari sarebbe pronto a partecipare da leader, se non ci fosse Evenepoel».
Per sentire tutto questo e molto altro, ascoltate cliccando qui il nuovo episodio del nostro podcast Una Voce in Fuga!
18 NOV. 2025
10 NOV. 2025 · C'è un motivo ben preciso, secondo Silvio Martinello, se gli sprinter lamentano la mancanza di tappe e corse adatte alle loro caratteristiche. O meglio, se negli ultimi anni c'è stata una palese diminuzione di possibilità per i velocisti a favore di salite più dure e dislivello crescente.
«Le esigenze televisive», conclude presto Martinello nel nuovo episodio del nostro podcast Una Voce in Fuga. Poi aggiunge: «Si dà la precedenza alla spettacolarizzazione del ciclismo, adattando lo sport alla televisione quando dovrebbe essere la televisione che si adatta allo sport. Cosa si potrebbe fare a riguardo? Il ciclismo è forse l'unico sport che può mostrare paesaggi e tradizioni dei luoghi che attraversa e che investono per avere questa visibilità. Basterebbe evitare cronache integrali e sfruttare quella parte di diretta televisiva per lasciare maggior spazio alla pubblicizzazione dei luoghi. Gli spettatori sarebbero meno "annoiati" da una lunga tappa piatta, e i Comuni che pagano per essere attraversati avrebbero il loro ritorno economico in termini di visibilità e quindi turismo».
Il discorso, tuttavia, è nettamente più ampio di così e può anche essere allargato al tema della sicurezza, di cui ne abbiamo parlato con Silvio Martinello. Le domande che sono nate a questo proposito sono tante: Raccagni Noviero, "nato" velocista, per paura di buttarsi nella mischia ha cambiato le sue caratteristiche; le squadre come la Jayco AlUla, come dichiarato da Copeland, non hanno intenzione di spendere milioni per velocisti. Cosa ne sarà quindi degli sprinter? Tra qualche anno, vuoi per un motivo o vuoi per un altro, non ne esisteranno più di puri?
3 NOV. 2025
28 OCT. 2025 · Tracciamo un bilancio conclusivo dei mondiali su pista di Santiago del Cile con Marco Villa, che per anni è stato il commissario tecnico della nazionale su pista e oggi, oltre al ruolo di cittì dei professionisti su strada, insieme a Diego Bragato si occupa del settore pista femminile.
Con Villa ripercorriamo questi mondali che hanno visto l’Italia chiudere al terzo posto complessivo nel medagliere, con due ori e un bronzo: i trionfi del quartetto femminile (Martina Alzini, Chiara Consonni, Martina Fidanza, Vittoria Guazzini e Federica Venturelli) e di Elia Viviani nell’eliminazione, e il terzo posto delle olimpioniche Consonni e Guazzini nella madison. Il cittì si sofferma in particolare sulle possibili scelte dei prossimi anni per il quartetto femminile (tenendo conto anche di Elisa Balsamo e Letizia Paternoster), sulla crescita di Venturelli e sull’esperienza di Guazzini nell’omnium.
Parliamo poi di Elia Viviani: Villa è stato presente al suo fianco durante tutta la sua carriera su pista, dai mondiali alle quattro Olimpiadi che il veronese ha disputato (Londra, Rio, Tokyo e Parigi) portando a casa in totale un oro, un argento e un bronzo. Il tecnico lombardo si augura che Elia possa rimanere nell’ambiente, sicuro comunque che lo attende un grande futuro qualunque sia la strada che deciderà di intraprendere dopo la fine della sua straordinaria carriera.
Ma ora premi play e ascolta l’ultima puntata di “Una voce in fuga”, il podcast di Bicisport, con Marco Villa!
8 OCT. 2025 · Parliamo dell'imminente Lombardia con Domenico Pozzovivo, che proprio alla Classica delle foglie morte ha chiuso la sua carriera nel 2024. Il lucano, che in questo 2025 ha seguito le gare da spettatore o da commentatore per la tv svizzera, vede ovviamente Tadej Pogacar come grande favorito, ma non crede che lo sloveno attaccherà da lontano come al mondiale o all'europeo. Con Pozzovivo parliamo poi delle possibilità di Evenepoel e delle tattiche di del Toro, della crescita di Seixas e delle speranze italiane con Pellizzari e Scaroni, per concludere poi con un viaggio nelle emozioni del lucano ricordando l'addio del Lombardia 2024.
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| Autor | Bicisport |
| Organización | Luca Neri |
| Categorías | Deportes |
| Página web | www.quibicisport.it |
| redazione@quibicisport.it |
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