• Giaky Degennaro, Manager di Ateneo e Amministratore Università Lum - 20 Maggio 2024

    27 MAY. 2024 · Un tempo si andava a scuola per cercare lavoro, ora sono le aziende che vanno nelle scuole per cercare i lavoratori di domani. Ci sono molte università in cui gli studenti trovano occupazione ancor prima di laurearsi o comunque in altissima percentuale entro il primo anno dalla laurea. Le aziende vanno a caccia di talenti e pur di assicurarseli sono disposti ad assumerli ancor prima che completino i loro percorsi di studi. Non è però l’unica ragione alla base della cooperazione tra mondo accademico e aziende. Lo scambio di conoscenze tra atenei e aziende e l’attuazione di progetti comuni sono fondamentali per l’attrattività delle università, la competitività delle aziende, l’occupabilità dei laureati e la https://www.innovationpost.it/attualita/litalia-sta-meglio-di-germania-e-francia-per-listat-il-pil-2022-chiudera-a-39-trainato-dai-consumi-e-dagli-investimenti-delle-imprese/ e sociale dei territori. Le aziende conoscono il valore di assumere risorse giovani e qualificate, in possesso di specifiche skill, in grado di favorire innovazione e cambiamenti migliorativi. Allo stesso tempo, un contatto e un dialogo costanti contribuiscono a definire piani formativi specifici per i vari percorsi degli studenti.EY è un esempio della preziosa collaborazione tra università e aziende. Grazie al lavoro svolto con il Politecnico di Bari EY ha assunto ben 700 professionisti in 5 anni al servizio del competence center pugliese. Ma di casi ce ne sono tanti altri. E tante altre opportunità potrebbero aprirsi in futuro. Occorre però rimuovere alcune criticità, che pure non mancano.
    8m 18s
  • Antonello Garzoni, Rettore Università LUM - 20 maggio 2024

    27 MAY. 2024 · Un tempo si andava a scuola per cercare lavoro, ora sono le aziende che vanno nelle scuole per cercare i lavoratori di domani. Ci sono molte università in cui gli studenti trovano occupazione ancor prima di laurearsi o comunque in altissima percentuale entro il primo anno dalla laurea. Le aziende vanno a caccia di talenti e pur di assicurarseli sono disposti ad assumerli ancor prima che completino i loro percorsi di studi. Non è però l’unica ragione alla base della cooperazione tra mondo accademico e aziende. Lo scambio di conoscenze tra atenei e aziende e l’attuazione di progetti comuni sono fondamentali per l’attrattività delle università, la competitività delle aziende, l’occupabilità dei laureati e la https://www.innovationpost.it/attualita/litalia-sta-meglio-di-germania-e-francia-per-listat-il-pil-2022-chiudera-a-39-trainato-dai-consumi-e-dagli-investimenti-delle-imprese/ e sociale dei territori. Le aziende conoscono il valore di assumere risorse giovani e qualificate, in possesso di specifiche skill, in grado di favorire innovazione e cambiamenti migliorativi. Allo stesso tempo, un contatto e un dialogo costanti contribuiscono a definire piani formativi specifici per i vari percorsi degli studenti.EY è un esempio della preziosa collaborazione tra università e aziende. Grazie al lavoro svolto con il Politecnico di Bari EY ha assunto ben 700 professionisti in 5 anni al servizio del competence center pugliese. Ma di casi ce ne sono tanti altri. E tante altre opportunità potrebbero aprirsi in futuro. Occorre però rimuovere alcune criticità, che pure non mancano.
    8m 18s
  • Mario Aprile, Vice Presidente Giovani Imprenditori Confindustria - 20 Maggio 2024

    27 MAY. 2024 · Un tempo si andava a scuola per cercare lavoro, ora sono le aziende che vanno nelle scuole per cercare i lavoratori di domani. Ci sono molte università in cui gli studenti trovano occupazione ancor prima di laurearsi o comunque in altissima percentuale entro il primo anno dalla laurea. Le aziende vanno a caccia di talenti e pur di assicurarseli sono disposti ad assumerli ancor prima che completino i loro percorsi di studi. Non è però l’unica ragione alla base della cooperazione tra mondo accademico e aziende. Lo scambio di conoscenze tra atenei e aziende e l’attuazione di progetti comuni sono fondamentali per l’attrattività delle università, la competitività delle aziende, l’occupabilità dei laureati e la https://www.innovationpost.it/attualita/litalia-sta-meglio-di-germania-e-francia-per-listat-il-pil-2022-chiudera-a-39-trainato-dai-consumi-e-dagli-investimenti-delle-imprese/ e sociale dei territori. Le aziende conoscono il valore di assumere risorse giovani e qualificate, in possesso di specifiche skill, in grado di favorire innovazione e cambiamenti migliorativi. Allo stesso tempo, un contatto e un dialogo costanti contribuiscono a definire piani formativi specifici per i vari percorsi degli studenti.EY è un esempio della preziosa collaborazione tra università e aziende. Grazie al lavoro svolto con il Politecnico di Bari EY ha assunto ben 700 professionisti in 5 anni al servizio del competence center pugliese. Ma di casi ce ne sono tanti altri. E tante altre opportunità potrebbero aprirsi in futuro. Occorre però rimuovere alcune criticità, che pure non mancano.
    6m 54s
  • Stefano Bronzini, Rettore Università di Bari - 20 Maggio 2024

    27 MAY. 2024 · Un tempo si andava a scuola per cercare lavoro, ora sono le aziende che vanno nelle scuole per cercare i lavoratori di domani. Ci sono molte università in cui gli studenti trovano occupazione ancor prima di laurearsi o comunque in altissima percentuale entro il primo anno dalla laurea. Le aziende vanno a caccia di talenti e pur di assicurarseli sono disposti ad assumerli ancor prima che completino i loro percorsi di studi. Non è però l’unica ragione alla base della cooperazione tra mondo accademico e aziende. Lo scambio di conoscenze tra atenei e aziende e l’attuazione di progetti comuni sono fondamentali per l’attrattività delle università, la competitività delle aziende, l’occupabilità dei laureati e la https://www.innovationpost.it/attualita/litalia-sta-meglio-di-germania-e-francia-per-listat-il-pil-2022-chiudera-a-39-trainato-dai-consumi-e-dagli-investimenti-delle-imprese/ e sociale dei territori. Le aziende conoscono il valore di assumere risorse giovani e qualificate, in possesso di specifiche skill, in grado di favorire innovazione e cambiamenti migliorativi. Allo stesso tempo, un contatto e un dialogo costanti contribuiscono a definire piani formativi specifici per i vari percorsi degli studenti.EY è un esempio della preziosa collaborazione tra università e aziende. Grazie al lavoro svolto con il Politecnico di Bari EY ha assunto ben 700 professionisti in 5 anni al servizio del competence center pugliese. Ma di casi ce ne sono tanti altri. E tante altre opportunità potrebbero aprirsi in futuro. Occorre però rimuovere alcune criticità, che pure non mancano.
    8m
  • Fabio Pollice, Rettore Università del Salento - 20 Maggio 2024

    27 MAY. 2024 · Un tempo si andava a scuola per cercare lavoro, ora sono le aziende che vanno nelle scuole per cercare i lavoratori di domani. Ci sono molte università in cui gli studenti trovano occupazione ancor prima di laurearsi o comunque in altissima percentuale entro il primo anno dalla laurea. Le aziende vanno a caccia di talenti e pur di assicurarseli sono disposti ad assumerli ancor prima che completino i loro percorsi di studi. Non è però l’unica ragione alla base della cooperazione tra mondo accademico e aziende. Lo scambio di conoscenze tra atenei e aziende e l’attuazione di progetti comuni sono fondamentali per l’attrattività delle università, la competitività delle aziende, l’occupabilità dei laureati e la https://www.innovationpost.it/attualita/litalia-sta-meglio-di-germania-e-francia-per-listat-il-pil-2022-chiudera-a-39-trainato-dai-consumi-e-dagli-investimenti-delle-imprese/ e sociale dei territori. Le aziende conoscono il valore di assumere risorse giovani e qualificate, in possesso di specifiche skill, in grado di favorire innovazione e cambiamenti migliorativi. Allo stesso tempo, un contatto e un dialogo costanti contribuiscono a definire piani formativi specifici per i vari percorsi degli studenti.EY è un esempio della preziosa collaborazione tra università e aziende. Grazie al lavoro svolto con il Politecnico di Bari EY ha assunto ben 700 professionisti in 5 anni al servizio del competence center pugliese. Ma di casi ce ne sono tanti altri. E tante altre opportunità potrebbero aprirsi in futuro. Occorre però rimuovere alcune criticità, che pure non mancano.
    18m
  • Antonio De Vito, Direttore Generale Puglia Sviluppo - 20 Maggio 2024

    27 MAY. 2024 · Un tempo si andava a scuola per cercare lavoro, ora sono le aziende che vanno nelle scuole per cercare i lavoratori di domani. Ci sono molte università in cui gli studenti trovano occupazione ancor prima di laurearsi o comunque in altissima percentuale entro il primo anno dalla laurea. Le aziende vanno a caccia di talenti e pur di assicurarseli sono disposti ad assumerli ancor prima che completino i loro percorsi di studi. Non è però l’unica ragione alla base della cooperazione tra mondo accademico e aziende. Lo scambio di conoscenze tra atenei e aziende e l’attuazione di progetti comuni sono fondamentali per l’attrattività delle università, la competitività delle aziende, l’occupabilità dei laureati e la https://www.innovationpost.it/attualita/litalia-sta-meglio-di-germania-e-francia-per-listat-il-pil-2022-chiudera-a-39-trainato-dai-consumi-e-dagli-investimenti-delle-imprese/ e sociale dei territori. Le aziende conoscono il valore di assumere risorse giovani e qualificate, in possesso di specifiche skill, in grado di favorire innovazione e cambiamenti migliorativi. Allo stesso tempo, un contatto e un dialogo costanti contribuiscono a definire piani formativi specifici per i vari percorsi degli studenti.EY è un esempio della preziosa collaborazione tra università e aziende. Grazie al lavoro svolto con il Politecnico di Bari EY ha assunto ben 700 professionisti in 5 anni al servizio del competence center pugliese. Ma di casi ce ne sono tanti altri. E tante altre opportunità potrebbero aprirsi in futuro. Occorre però rimuovere alcune criticità, che pure non mancano.
    8m 44s
  • Formazione e lavoro, binomio indissolubile, Hey Sud - Ep. 5 - 20 maggio 2024

    27 MAY. 2024 · Un tempo si andava a scuola per cercare lavoro, ora sono le aziende che vanno nelle scuole per cercare i lavoratori di domani. Ci sono molte università in cui gli studenti trovano occupazione ancor prima di laurearsi o comunque in altissima percentuale entro il primo anno dalla laurea. Le aziende vanno a caccia di talenti e pur di assicurarseli sono disposti ad assumerli ancor prima che completino i loro percorsi di studi. Non è però l’unica ragione alla base della cooperazione tra mondo accademico e aziende. Lo scambio di conoscenze tra atenei e aziende e l’attuazione di progetti comuni sono fondamentali per l’attrattività delle università, la competitività delle aziende, l’occupabilità dei laureati e la https://www.innovationpost.it/attualita/litalia-sta-meglio-di-germania-e-francia-per-listat-il-pil-2022-chiudera-a-39-trainato-dai-consumi-e-dagli-investimenti-delle-imprese/ e sociale dei territori. Le aziende conoscono il valore di assumere risorse giovani e qualificate, in possesso di specifiche skill, in grado di favorire innovazione e cambiamenti migliorativi. Allo stesso tempo, un contatto e un dialogo costanti contribuiscono a definire piani formativi specifici per i vari percorsi degli studenti.EY è un esempio della preziosa collaborazione tra università e aziende. Grazie al lavoro svolto con il Politecnico di Bari EY ha assunto ben 700 professionisti in 5 anni al servizio del competence center pugliese. Ma di casi ce ne sono tanti altri. E tante altre opportunità potrebbero aprirsi in futuro. Occorre però rimuovere alcune criticità, che pure non mancano. È di questo che parleremo nel prossimo appuntamento di Hey Sud alla presenza di ospiti qualificati.   Host: - Antonio Procacci, Giornalista Telenorba Ospiti: - Stefano Bronzini, Rettore Università di Bari - Antonello Garzoni, Rettore Università LUM - Fabio Pollice, Rettore Università del Salento - Antonio De Vito, Direttore Generale Puglia Sviluppo - Mario Aprile, Vice Presidente Giovani Imprenditori Confindustria - Claudio Meucci, EY Consulting Market Leader  
    1h 31m 6s
  • Logistica, un treno da non perdere, Hey Sud - Ep. 4 - 26 marzo 2024

    5 ABR. 2024 · La Puglia si candida a diventare l’hub meridionale della logistica. Il tacco dello Stivale sta vivendo un significativo aumento degli investimenti esteri nel settore, posizionandosi come un’importante piattaforma di scambio al centro del Mar Mediterraneo, orientata verso i mercati dei Balcani, del Medio Oriente e del Nord Africa. È un settore in crescita, che conta già 9.100 imprese e 58.000 addetti. A settembre dell’anno scorso la Regione Puglia ha approvato il Piano Regionale delle Merci e della Logistica (PRML), che detta gli indirizzi strategici per promuovere lo sviluppo del trasporto merci combinato strada-mare, incluse le autostrade del mare, e ferro-mare integrando a rete e specializzando per funzioni i terminal portuali, le aree retroportuali, i poli logistici, i terminal ferroviari e le funzioni aeroportuali di trasporto delle merci. Un progetto che non è soltanto di carattere economico, ma anche ecologico: puntare sulla intermodalità significa infatti sottrarre centinaia di mezzi dalle strade. I vantaggi sarebbero molteplici, anche in termini di risparmi. Se poi questa idea si sposa con la Zona economica speciale il mix è perfetto per garantire investimenti di una certa rilevanza. Ci sono già esempi importanti. Mercitalia Logistic ha annunciato investimenti per 3 miliardi in dieci anni e la Puglia avrà un ruolo importante per il consolidamento dei trasporti su gomma e nave. A Bari, il fondo australiano Cromwell Group Property sta investendo 40 milioni, il player inglese Panattoni ne investirà altri 20 milioni per sviluppare una piattaforma di logistica avanzata e poi c’è lo studio di architettura e urbanistica The Blossom Avenue Management (Bam), che vuole realizzare una moderna piattaforma di logistica robotizzata e magazzini just-in-time di oltre 70.000 mq, sempre a Bari. Conad sta investendo 15 milioni a Grottaglie per una piattaforma logistica del freddo. Dhl Express Italy ha presentato recentemente gli interventi di ammodernamento delle sedi operative di Bari, Trani, Lecce e le strategie di sviluppo della società nella regione al servizio dell’export delle imprese pugliesi. Lidl sta investendo 40 milioni nella logistica a Molfetta. Questo per citare solo qualche esempio. Poi ci sono le realtà del territorio, come il Gruppo GTS, azienda ferroviaria intermodale di Bari da 160 milioni di fatturato annuo, come l’interporto di Bari, quarto in Italia per numero di treni merci movimentati. Insomma, la Puglia punta forte sulla logistica, tanto da aver anche promosso la nascita di un ITS per formare i futuri operatori del settore. Quali sono le prossime sfide, quali gli obiettivi, cosa manca per diventare davvero l’hub meridionale (o magari mediterraneo) della logistica?   Host: - Antonio Procacci, Giornalista Telenorba Ospiti: - Antonio Vasile, Presidente Aeroporti di Puglia - Ugo Patroni Griffi, Presidente Autorità del Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale - Vito Antonio Antonacci, Direttore di Dipartimento mobilità - Luigi Ranieri, Responsabile Pianificazione Strategica Metropolitana per il Comune di Bari - Christian Colaneri, Dorettore della Direzione Strategie e Pianificazione Sviluppo Infrastrutture di Polo RFI - Gianluca Celotto, Responsabile di ingegneriae processi posta, comunicazione e logistica di Poste Italiane - Claudio Meucci, EY Consulting Market Leader
    1h 18m 32s
  • Gianluca Celotto, Responsabile di ingegneria e processi posta, comunicazione e logistica di Poste Italiane - 26 Marzo 2024

    2 ABR. 2024 · La Puglia si candida a diventare l’hub meridionale della logistica. Il tacco dello Stivale sta vivendo un significativo aumento degli investimenti esteri nel settore, posizionandosi come un’importante piattaforma di scambio al centro del Mar Mediterraneo, orientata verso i mercati dei Balcani, del Medio Oriente e del Nord Africa. È un settore in crescita, che conta già 9.100 imprese e 58.000 addetti. A settembre dell’anno scorso la Regione Puglia ha approvato il Piano Regionale delle Merci e della Logistica (PRML), che detta gli indirizzi strategici per promuovere lo sviluppo del trasporto merci combinato strada-mare, incluse le autostrade del mare, e ferro-mare integrando a rete e specializzando per funzioni i terminal portuali, le aree retroportuali, i poli logistici, i terminal ferroviari e le funzioni aeroportuali di trasporto delle merci. Un progetto che non è soltanto di carattere economico, ma anche ecologico: puntare sulla intermodalità significa infatti sottrarre centinaia di mezzi dalle strade. I vantaggi sarebbero molteplici, anche in termini di risparmi. Se poi questa idea si sposa con la Zona economica speciale il mix è perfetto per garantire investimenti di una certa rilevanza. Ci sono già esempi importanti. Mercitalia Logistic ha annunciato investimenti per 3 miliardi in dieci anni e la Puglia avrà un ruolo importante per il consolidamento dei trasporti su gomma e nave. A Bari, il fondo australiano Cromwell Group Property sta investendo 40 milioni, il player inglese Panattoni ne investirà altri 20 milioni per sviluppare una piattaforma di logistica avanzata e poi c’è lo studio di architettura e urbanistica The Blossom Avenue Management (Bam), che vuole realizzare una moderna piattaforma di logistica robotizzata e magazzini just-in-time di oltre 70.000 mq, sempre a Bari. Conad sta investendo 15 milioni a Grottaglie per una piattaforma logistica del freddo. Dhl Express Italy ha presentato recentemente gli interventi di ammodernamento delle sedi operative di Bari, Trani, Lecce e le strategie di sviluppo della società nella regione al servizio dell’export delle imprese pugliesi. Lidl sta investendo 40 milioni nella logistica a Molfetta. Questo per citare solo qualche esempio. Poi ci sono le realtà del territorio, come il Gruppo GTS, azienda ferroviaria intermodale di Bari da 160 milioni di fatturato annuo, come l’interporto di Bari, quarto in Italia per numero di treni merci movimentati. Insomma, la Puglia punta forte sulla logistica, tanto da aver anche promosso la nascita di un ITS per formare i futuri operatori del settore. Quali sono le prossime sfide, quali gli obiettivi, cosa manca per diventare davvero l’hub meridionale (o magari mediterraneo) della logistica?
    8m 17s
  • Christian Colaneri, Direttore della Direzione Strategie e Pianificazione Sviluppo Infrastrutture di Polo RFI - 26 Marzo 2024

    2 ABR. 2024 · La Puglia si candida a diventare l’hub meridionale della logistica. Il tacco dello Stivale sta vivendo un significativo aumento degli investimenti esteri nel settore, posizionandosi come un’importante piattaforma di scambio al centro del Mar Mediterraneo, orientata verso i mercati dei Balcani, del Medio Oriente e del Nord Africa. È un settore in crescita, che conta già 9.100 imprese e 58.000 addetti. A settembre dell’anno scorso la Regione Puglia ha approvato il Piano Regionale delle Merci e della Logistica (PRML), che detta gli indirizzi strategici per promuovere lo sviluppo del trasporto merci combinato strada-mare, incluse le autostrade del mare, e ferro-mare integrando a rete e specializzando per funzioni i terminal portuali, le aree retroportuali, i poli logistici, i terminal ferroviari e le funzioni aeroportuali di trasporto delle merci. Un progetto che non è soltanto di carattere economico, ma anche ecologico: puntare sulla intermodalità significa infatti sottrarre centinaia di mezzi dalle strade. I vantaggi sarebbero molteplici, anche in termini di risparmi. Se poi questa idea si sposa con la Zona economica speciale il mix è perfetto per garantire investimenti di una certa rilevanza. Ci sono già esempi importanti.  Mercitalia Logistic ha annunciato investimenti per 3 miliardi in dieci anni e la Puglia avrà un ruolo importante per il consolidamento dei trasporti su gomma e nave. A Bari, il fondo australiano Cromwell Group Property sta investendo 40 milioni, il player inglese Panattoni ne investirà altri 20 milioni per sviluppare una piattaforma di logistica avanzata e poi c’è lo studio di architettura e urbanistica The Blossom Avenue Management (Bam), che vuole realizzare una moderna piattaforma di logistica robotizzata e magazzini just-in-time di oltre 70.000 mq, sempre a Bari. Conad sta investendo 15 milioni a Grottaglie per una piattaforma logistica del freddo. Dhl Express Italy ha presentato recentemente gli interventi di ammodernamento delle sedi operative di Bari, Trani, Lecce e le strategie di sviluppo della società nella regione al servizio dell’export delle imprese pugliesi. Lidl sta investendo 40 milioni nella logistica a Molfetta. Questo per citare solo qualche esempio. Poi ci sono le realtà del territorio, come il Gruppo GTS, azienda ferroviaria intermodale di Bari da 160 milioni di fatturato annuo, come l’interporto di Bari, quarto in Italia per numero di treni merci movimentati.  Insomma, la Puglia punta forte sulla logistica, tanto da aver anche promosso la nascita di un ITS per formare i futuri operatori del settore. Quali sono le prossime sfide, quali gli obiettivi, cosa manca per diventare davvero l’hub meridionale (o magari mediterraneo) della logistica?
    4m 19s

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Hey Sud è un ciclo di talks ideato da Fabio Mazzocca, Sales Responsible South Area Consulting, e promosso da EY nel sud Italia con l’intento di avviare un confronto sulle principali tematiche di interesse territoriale tra imprese, professionisti, istituzioni e altri soggetti attivi.
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