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11 ABR. 2026 · Marco Cardetta
"... dal mare. Nero di Odessa"
Les Flaneurs Edizioni
http://www.lesflaneursedizioni.it
“Cosa viene dal mare?” Vengon di certo le voci – storie di questa Odessa, mito del mito di quella reale, e altrettanto terra di tutti e di Nessuno, dove ciascuno è straniero eppure è cittadino – matria di geni, poeti, rifugiati, galeotti, risorgimentali, esuli, puttane, mistici, musici – italiani, francesi, spagnoli, ebrei, turchi, tatari, adighi, georgiani, greci, polacchi, romeni, moldavi, tedeschi, albanesi, armeni, azeri, bulgari, russi, ucraini, zingari – e de le mille culture, visioni, che nei secoli Odessa l’hanno costruita distrutta, ricostruita, battendosi per essa, amalgamandosi infine nel crogiolo-incontro di un Occidente in continuo anelito e di un Oriente da per sempre miraggio.
In questa Odessa – non così lontana – si snodano le stanze-poesie di questo poema corale, al contempo percorso numinoso e visionario, in cui perdersi e – chissà – forse anche ritrovarsi.
Marco Cardetta – più interessato a la vita che a le biografie – tra l’altro, ha studiato a Siena, scienze della comunicazione e filosofia, con ricerche su Bene, Stirner, Michelstaedter, Deleuze, Zolla, Florenskij, Panikkar. Nel 2008 il premio Esor-dire per Prime giovani suites. Esordisce nel 2016, per LiberAria, con Sergente Romano (premio Bodini-La luna dei Borboni e premio Pasolini-Barile, per “l’impegno e il lavoro sulla memoria”), con ottimo riscontro di pubblico e critica: migliaia di copie, recensioni, presentazioni, uno spettacolo collegato (Voci di sbandati), attività nelle scuole, escursioni in natura con “cunti”, dentro e fuori dal libro. http://www.marcocardetta.com/ Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
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11 ABR. 2026 · Luca Zanforlin
"Mia & Lea. La vita è una canzone"
Mondadori Editore
http://www.mondadori.it
Mia ha quasi sedici anni, la testa sulle spalle e una voce meravigliosa. Che però tratta come un segreto da proteggere. Perché il solo permettersi di sognare di essere una cantante le fa paura. Accanto a lei c’è Lea, sua madre, che crede nella sorte e nel destino: è disordinata, capace di perdere un lavoro al mattino e, con una fortuna sfacciata, trovarne un altro nel pomeriggio. Lea è diventata mamma a sedici anni, la stessa età che ha ora Mia, quando di sogni non ne aveva ancora nessuno. Mia, invece, i sogni li coltiva in silenzio, con la responsabilità di chi è cresciuta troppo in fretta. Sono diverse in tutto – una sbalestrata e istintiva, l’altra posata e riflessiva – ma unite da un amore puro e totale che ha imparato a resistere alle difficoltà della vita. Quando un’occasione inaspettata le porta a Monte Carlo, nella villa di una ricca famiglia monegasca, per Mia si apre un mondo nuovo: lezioni di canto che le insegnano a credere nel proprio talento, la partecipazione a un talent show che potrebbe aiutarla a mostrarlo al mondo e, soprattutto, l’incontro con Claude, bello e misterioso. Con lui scoprirà che l’amore può essere dolce e destabilizzante allo stesso tempo, e che crescere significa anche trovare il coraggio di esporsi, di mostrarsi per ciò che si è davvero. Tra sogni sussurrati, primi battiti che accelerano e una madre che, nonostante tutto, le insegna a non smettere mai di provarci, Mia capirà che il talento da solo non basta: serve impegno, disciplina e la forza di non arrendersi. Un imprevisto, però, farà vacillare tutto. Mia è stata tradita: ma da chi?
Luca Zanforlin è autore televisivo e scrittore. Tra i suoi successi, la fortunatissima serie di romanzi dedicati al mondo di “Amici” e il romanzo per adulti Diversity Hotel (2021). Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
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11 ABR. 2026 · Giacomo D'Ambrosio
"Il ladro di chimere"
Edizioni Ensemble
http://www.edizioniensemble.it
«È Paolo il filo conduttore in tutta l’ossatura del romanzo Il ladro di chimere di Giacomo D’Ambrosio, coprotagonisti sono Sara e il personaggio della psicanalista. Scrittura scorrevole, originale, a volte surreale, ricca di riferimenti e citazioni (come le sceneggiature di Quentin Tarantino o di Jean-Luc Godard), di autori famosi che Giacomo, nonostante la sua giovane età, ben conosce e che ha letto, visti e ascoltati. Poeti, cantautori raffinati, filosofi come Baudelaire o Battiato, Ligabue o Bukowski, Rousseau, Schopenhauer o Platone che gli danno fiducia. Così come i luoghi narrati, reali o onirici, vissuti o immaginati. Da Parigi a New York, da Buenos Aires a Helsinki a Roma, la distanza è breve. Questa storia è una sorta di diario terapeutico che diventa romanzo, a volte ironico e dissacrante nei confronti del disagio psicologico giovanile, dell’amore e dei tradimenti, delle situazioni reali del mondo di oggi. Dunque, Il ladro di chimere, per com’è strutturato, potrebbe diventare sicuramente un film. Detto ciò sono colpito soprattutto dal suo lirismo. Un lirismo non abusato e senza rischi di farsi bruciare le ali come Icaro. Ammiro anche la sua immaginazione felliniana. Un romanzo affascinante, oserei dire, felice da parte mia per l’esordio letterario di questo giovane autore».
Guillaume Chpaltine
Giacomo D’Ambrosio (Priverno, 1996) è laureato in Lettere presso l’Università di Roma Tor Vergata. S’interessa di cinema e di teatro, oltre che di critica e di geopolitica. Il ladro di chimere è il suo primo romanzo. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
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10 ABR. 2026 · Andrea Martina
"Questo posto mi sta respingendo"
66thand2nd
http://www.66thand2nd.com
Lucio parte da Crianza, un paese tra Brindisi e Lecce, col treno notturno per Torino e un pensiero fisso che lo soffoca: non passa più un esame a Ingegneria da molto tempo. Ai suoi genitori non ha ancora avuto il coraggio di dire nulla. Prova a convincersi che saprà rimettere insieme i pezzi, ma non ci riesce e ogni telefonata, ogni ritorno a casa, ogni domanda innocente rischia di smascherare la recita quotidiana che porta avanti con angoscia e ostinazione.
Anche Atena torna a Torino per il suo ultimo anno di Architettura, è amica e coinquilina di Lucio ma a differenza di lui è in pari con gli esami, e i suoi voti sono sempre stati altissimi. Figlia del sindaco di Crianza, il suo futuro sembra già scritto: lavorerà nello studio del padre. Eppure, sotto la superficie di una vita che conferma le aspettative degli altri, trema un’inquietudine silenziosa. Quando i genitori subiscono un’intimidazione, ciò che sembrava lontano – la violenza, il potere, il peso delle scelte – diventa impossibile da ignorare.
Le vite di Lucio e Atena scorrono parallele, incerte e fragili. Insieme scoprono che la rabbia può assumere forme impreviste, come un gesto notturno, una vendetta silenziosa. E scoprono anche che «realizzarsi» può significare molte cose diverse.
Andrea Martina scrive un romanzo di formazione delicato e inquieto, che racconta lo smarrimento e il desiderio di trovare da soli il proprio posto nel mondo.
Andrea Martina è nato in provincia di Brindisi, vive e insegna a Modena. Ha realizzato il podcast Bartali. Una guerra in bicicletta, finalista agli Italian Podcast Awards 2022, cura la newsletter Playmaker e scrive sceneggiature per documentari e spettacoli teatrali. Il suo romanzo Furia (66thand2nd, 2024) ha vinto il Premio Dora Nera. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
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10 ABR. 2026 · Chiara Carminati, Pia Valentinis
"Cose che fanno poesia"
Rizzoli Editore
http://www.rizzolilibri.it
Quello che abbiamo davanti agli occhi tutti i giorni non è solo utile, è anche poetico. E alla ricerca di quella poesia Chiara Carminati e Pia Valentinis si immergono insieme in un mondo di oggetti del quotidiano: grucce, occhiali, ombrelli, orsacchiotti, martelli, guinzagli, fazzoletti, forbici… Le cose prendono la parola per mostrarci le loro frustrazioni e i loro desideri, i loro momenti di gloria e le loro disavventure, i loro moti di ribellione. E forse anche per dirci che, quando le diamo per scontate e non riconosciamo la loro magia, ci perdiamo qualcosa.
Chiara Carminati è nata e vive a Udine. Scrive e traduce poesie, albi illustrati, racconti, romanzi. I suoi libri hanno ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui, nel 2016, il Premio Strega Ragazze e Ragazzi (Fuori Fuoco, Bompiani). Nel 2012 ha ricevuto il Premio Andersen come Miglior autrice. Per Rizzoli ha pubblicato, tra gli altri, Lemmi lento lento, Rime chiaro scure (con Bruno Tognolini), e Raccontare il mare.
Pia Valentinis ha vinto il Premio Andersen come Miglior illustratrice nel 2002, e il Premio Gianni Rodari nel 2024. Con Raccontare gli alberi, illustrato assieme a Mauro Evangelista, ha ottenuto nel 2012 il Super Premio Andersen. Per Rizzoli ha illustrato diversi libri tra cui Rime chiaro scure, di Chiara Carminati e Bruno Tognolini, e Ogni goccia balla il tango, di Pierluigi Cappello. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
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10 ABR. 2026 · Marco Consentino, Domenico Dodaro
"La radiomante di Himmler"
Neri Pozza Editore
http://www.neripozza.it
Con La radiomante di Himmler, il duo creativo di Consentino e Dodaro torna a illuminare una pagina poco conosciuta del nostro passato recente, riportando alla luce la storia di una donna realmente esistita, in un tempo di ferro e sangue in cui la sorte del mondo che conosciamo ancora non era nota.
Una giovane donna procede incerta sul terreno scosceso, il cappotto con il collo e i polsini di visone leggermente schiuso, una cuffia di pelliccia sul capo. Tra le mani un bastone dalla forma bizzarra sul quale concentra lo sguardo. Dopo pochi istanti, un cenno, lieve. L’uomo alle sue spalle si precipita verso il punto indicato e trafigge il terreno con un picchetto. Sotto i loro piedi, una città etrusca fino a quel momento sconosciuta. Mentre le immagini del cinegiornale balenano sullo schermo, Heinrich Himmler è certo di aver trovato finalmente la persona di cui ha assoluto bisogno. È l’ottobre del 1942, e il Reichsführer delle SS sa che, se i suoi radiomanti riusciranno a riportare alla luce il leggendario Oro del Reno, sarà lui a imporsi nella lotta fratricida tra i fedelissimi del Führer. Ha una fiducia cieca nelle scienze di confine ed è convinto che gli consentiranno di offrire a Adolf Hitler il segreto dell’onnipotenza. Quella donna italiana, minuta ma dai grandi poteri, che trova acqua e metalli a decine di metri di profondità, dev’essere condotta a Berlino. Due agenti delle SS sotto copertura raggiungeranno Porto Santo Stefano, in Toscana, per mettersi sulle tracce di Maria Magnani e del marito, con cui la radiomante, grazie al suo dono, ha creato un piccolo impero. In un’Europa su cui soffiano i venti infuocati della guerra totale, una missione che appare a basso rischio si farà assai più pericolosa del previsto. Con La radiomante di Himmler, il duo creativo di Consentino e Dodaro torna a illuminare una pagina poco conosciuta del nostro passato recente, riportando alla luce la storia di una donna realmente esistita, in un tempo di ferro e sangue in cui la sorte del mondo che conosciamo ancora non era nota.
Marco Consentino, già Capo dell’Ufficio del Cerimoniale del Senato, ha scritto manuali di costume e comportamento, libri di ricette, testi teatrali e sceneggiature di graphic novel. È autore dei romanzi I fantasmi dell’Impero (con Domenico Dodaro e Luigi Panella, Sellerio 2017, Premio selezione Bancarella 2018) e Madame Vitti (con Domenico Dodaro, Sellerio 2022).
Domenico Dodaro, avvocato, esperto di diritto di impresa, vive a Roma. È autore dei romanzi I fantasmi dell’Impero (con Marco Consentino e Luigi Panella, Sellerio 2017, Premio selezione Bancarella 2018) e Madame Vitti (con Marco Consentino, Sellerio 2022). Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
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10 ABR. 2026 · Giorgia Tribuiani
"Pezzi"
il Saggiatore Editore
http://www.ilsaggiatore.com
Nello sperduto villaggio di G., l’inverno sembra arrivare sempre troppo presto, portando con sé inquietanti rivelazioni. Tutto comincia una mattina, quando diciassette merli si posano sulle scale della chiesa con un pacchetto fra le zampe. Dentro ci sono le falangi di un indice umano e il regolamento del «gioco dei pezzi»: tutti gli abitanti sono costretti a partecipare; i merli consegneranno giorno dopo giorno piccole porzioni di un corpo e gli altri dovranno indovinare a chi appartiene. Nessuno potrà lasciare il paese, né parlare del gioco con l’esterno. Basteranno cinque errori perché il misterioso mutilato venga ucciso. Un meccanismo semplice e crudele che precipita la comunità in un incubo.
Ognuno reagisce a modo suo, cercando di proteggere e controllare ciò che può, provando a capire quale sia la risposta all’enigma. Tutti, sotto l’occhio indagatore dei merli, riveleranno a poco a poco bassezze e involontarie verità: c’è il Sindaco, che nel tentativo di essere una vera guida mostra tutta la sua debolezza; il Sarto, che cerca di tenere segreta una relazione inconfessabile; e poi gli altri, ciascuno con desideri nascosti, rancori antichi e rimpianti silenziosi. Ma nessuno che riesca a ricordare chi manca all’appello. Intanto, nel buio del bosco, un uomo continua a cantare circondato da uccelli scuri, mentre sterilizza la sua roncola nel fuoco.
Con Pezzi Giorgia Tribuiani scrive una favola nera che richiama i roghi di Salem e le confessioni di Spoon River. Una storia corale sulla memoria come forma di responsabilità collettiva, che illumina le paure e le fragilità umane ma anche la solidarietà che può nascere in una situazione di estremo terrore.
Giorgia Tribuiani (Alba Adriatica, 1985) è scrittrice e docente di scrittura creativa. Ha pubblicato il manuale Scrivere il perturbante (2023) e i romanzi Guasti (2018), Blu (2021) e Padri (2022). Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
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10 ABR. 2026 · Leonardo Colombati
"Non vi sarà più notte"
Mondadori Editore
http://www.mondadori.it
San Pietroburgo, 1900. Vasilij “Baz” Kozlov, diciotto anni, è in partenza per Parigi, pronto a sfidare col suo reggimento Inghilterra, Francia e Germania in una partita di tennis: da quasi un secolo, infatti, a risolvere le dispute internazionali non sono più le guerre ma i tornei sportivi. Alla stazione di Berlino però entra in scena Cécile, promessa sposa di un ufficiale francese con cui il nostro eroe dovrà incrociare la racchetta… Quella partita piegherà la curva del suo destino, portandolo in America, dove diventerà marito e padre (non proprio in quest’ordine) e incontrerà gangster, spie, ballerine, politicanti, attori di vaudeville, venditori di pozioni magiche, astrofisici, divi del cinema muto, escapisti e galeotti; una folla di coloratissimi personaggi che abitano un mondo leggermente diverso dal nostro, perché l’armistizio ha favorito gli scambi tra i Paesi accelerando il progresso, e così il primo Novecento somiglia più a un romanzo di Jules Verne che a quello dei libri di Storia. Ma la pace sarà davvero perpetua? Storia di formazione e poi di guerra, racconto di mare ma anche on the road e diario di prigione, spy story e avventura post-apocalittica: Leonardo Colombati ci dà in pasto dosi massicce di Amore e Morte in un romanzo-mondo travolgente, dove convivono personaggi d’invenzione e figure reali come Isadora Duncan e Charlie Chaplin, Harry Houdini e il kaiser Guglielmo, tutti al servizio di Baz Kozlov, il superstite, che tenta fino alla fine di opporre al corso degli eventi la sua ottusa fiducia nella bontà dell’animo umano, con la speranza di ritrovare, al termine della sua odissea, l’unica persona che può davvero salvarlo.
Leonardo Colombati (Roma, 1970) ha pubblicato i romanzi Perceber (Sironi, 2005 – Fandango, 2010), Rio (Rizzoli, 2007), Il re (Mondadori, 2009), 1960 (Mondadori, 2014), Estate (Mondadori, 2018) e Sinceramente non tuo (Mondadori, 2022) e raccolto i suoi saggi letterari in Scrivere per dire sì al mondo (Mondadori, 2021). Ha curato i volumi Bruce Springsteen. Come un killer sotto il sole (Sironi, 2007 – Mondadori, 2021) e La canzone italiana 1861-2011. Storia e testi (Mondadori-Ricordi, 2011). Ha collaborato con diverse testate, tra cui il “Corriere della Sera”, “Il Messaggero”, “Grazia”, “IL” e “Vanity Fair”. È condirettore della rivista letteraria “Nuovi Argomenti” e vicepresidente del Premio letterario Viareggio-Répaci. Nel 2015, con Emanuele Trevi ha fondato l’Accademia Molly Bloom, scuola di scrittura creativa di cui è rettore. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
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10 ABR. 2026 · Gaetano Piccolo
"Alla scuola degli affetti"
Contemplare il Cuore di Cristo
Marcianum Press
http://www.marcianumpress.it
Siamo cuori feriti, confusi, ma profondamente desiderosi di essere amati. La contemplazione del cuore di Cristo può aiutarci a integrare e accogliere la nostra interiorità.
Fermarsi davanti al cuore di Gesù significa conoscere i suoi sentimenti per noi. È da qui che comincia il cammino di guarigione della nostra interiorità. Il testo si sviluppa come un percorso di esercizi spirituali, proponendo riflessioni sui brani biblici che aiutano a conoscere e sostare con la persona di Gesù. Al contempo il lettore è aiutato a guardare nel proprio cuore per provare a vivere sempre di più gli stessi sentimenti di Cristo.
Gaetano Piccolo, gesuita, insegna antropologia presso la Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Gregoriana. Si dedica all’accompagnamento personale e di gruppi, offre corsi di esercizi spirituali, propone itinerari formativi di counseling che integrano scienze umane e spiritualità. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
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10 ABR. 2026 · Guido Saracco
"Biennale Tecnologia"
http://www.biennaletecnologia.it
da mercoledì 15 a domenica 19 aprile 2026
Oltre 120 appuntamenti con più di 300 ospiti da tutto il mondo
Tra i tanti ospiti dell’edizione: Stefano Accorsi, Silvia Bencivelli, Paolo Benanti, Mitchell Baker, Dario Bressanini, Maccio Capatonda, Maurizio Cheli, Andrea Colamedici, Michael Crawley,
Marcus du Sautoy, Dario Fabbri, Maurizio Ferraris, Karen Hao, Joe R. Lansdale, Riccardo Luna, Linus, Daniel Oberhaus, Marco Paolini, Telmo Pievani, Chen Qiufan, Daniel Susskind, Hito Steyerl, Mariarosaria Taddeo, Giorgio Vallortigara, Jacopo Veneziani, Alessandro Vespignani, Gustavo Zagrebelsky
Torna a Torino per la sua quinta edizione Biennale Tecnologia, manifestazione culturale organizzata dal Politecnico di Torino e dedicata a esplorare il rapporto tra tecnologia e società, da mercoledì 15 a domenica 19 aprile. Il titolo scelto per questa edizione è Soluzioni, tema che ruota attorno a un interrogativo fondamentale: in che modo la tecnologia può essere messa al servizio dell’interesse collettivo? Le grandi trasformazioni del presente – ambientali, energetiche, sociali, culturali e digitali – vengono affrontate non solo per metterne in luce le criticità, ma per individuare risposte reali, applicabili e condivise. Un ricco e articolato programma, quindi, con un obiettivo: colmare il divario tra le scienze tecnologiche e le scienze umane, all’insegna del claim manifestazione: “Tech Cultures”.
L’obiettivo della manifestazione è andare oltre l’alternativa tra entusiasmo e pregiudizi, creando uno spazio di confronto aperto tra scienze, saperi umanistici, arti e società civile. In questo dialogo, insieme a oltre 300 ospiti nazionali e internazionali e in oltre 120 appuntamenti, si analizzerà l’impatto delle innovazioni in ambiti come istruzione, lavoro, economia, salute, politica, relazioni e produzione culturale.
Il programma di Biennale Tecnologia è curato da Guido Saracco e dai co-curatori Simone Arcagni, il collettivo Frame - Divagazioni scientifiche (Alberto Agliotti, Emiliano Audisio, Francesca Calvo, Enrica Favaro, Beatrice Mautino), Federico Bomba (Sineglossa). Sono quattro i filoni tematici seguiti: Saracco ha coordinato l’intero programma e nello specifico si è focalizzato sul filone dedicato all’impatto dell’IA e alle trasformazioni che implica nella società e nel rapporto con l’essere umano; Arcagni sul rapporto tra cultura e tecnologia; il collettivo Frame - Divagazioni scientifiche, si è occupato di incontri che in maniera trasversale toccano più argomenti, dallo spazio alla salute; Bomba (Sineglossa), invece, hanno curato due mostre inserite nel programma, Framing Problems e Dati Sensibili.
La V edizione di Biennale Tecnologia si distingue per la sua presenza diffusa nello spazio urbano: quest’anno infatti la manifestazione non si limita a coinvolgere gli ambienti accademici del Politecnico di Torino, che rimane la sede centrale, ma si estenderà in maniera capillare nella città. Le sedi che accoglieranno il programma di Biennale Tecnologia saranno: Circolo dei lettori e delle lettrici, Accademia delle Scienze di Torino, Oratorio di San Filippo Neri, Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Teatro Regio, Piazza San Carlo, Teatro Carignano, Unione Industriali Torino, OGR Torino, Teatro Vittoria, CAP10100, Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Verdi” di Torino, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Museo Egizio, Palazzo Birago - Camera di commercio di Torino, Museo Nazionale del Cinema, Museo Nazionale dell’Automobile, Gallerie d’Italia – Torino, Area X, XKè? Il laboratorio della curiosità.
Anche questa edizione di Biennale Tecnologia propone al suo ampio pubblico non solo incontri e lezioni, ma anche mostre, laboratori, attività per le scuole e iniziative diffuse, trasformando Torino in un laboratorio temporaneo di sperimentazione e confronto.
Sarà Alessandro Vespignani, fisico italiano, a tenere la lectio magistralis di inaugurazione della manifestazione. Il titolo dell’incontro è La co-evoluzione di essere umani e intelligenza artificiale: in un circolo continuo in cui dati e decisioni si influenzano reciprocamente, generando effetti sociali complessi, comprendere queste dinamiche è fondamentale per governare l’IA in modo responsabile, sul piano tecnico, etico e politico, e per rafforzare la consapevolezza critica dei cittadini. Inoltre, Biennale Tecnologia inaugura il programma anche con una rappresentazione teatrale, che quest’anno sarà firmata da Marco Paolini: lo spettacolo Dov’è il Po?. In scena, Mirko Artuso, Marta Dalla Via, Ted Keijser raccontano il Po come realtà fisica e politica, mostrando come i fiumi superino i confini nazionali e “ragionino” per bacini idrografici più che per Stati.
Saranno diversi i nuclei tematici che verranno affrontati: interfacce cervello-macchina; geopolitica e democrazia della tecnologia; la tecnologia e le scienze umane a confronto; l'IA e il digitale tra lavoro, economia e formazione; uno sguardo verso lo spazio; medicina, matematica e innovazione; sport e benessere e nuove tecnologie; sostenibilità, ambiente e risorse; l'IA tra poesia, robotica ed etica.
Quest’anno è stato dato grande rilievo alla relazione tra tecnologia e mondi espressivi tradizionalmente distanti dalle discipline tecniche, attraverso i format delle esposizioni artistiche e le mostre. Parte integrante dell’edizione di Biennale Tecnologia sono le due mostre in programma curate da Federico Bomba, presidente di Sineglossa – Framing Problems e Dati sensibili – e l’installazione BLACK-OUT. Energia, interazioni e mitocondri a cura di Vincenzo Guarnieri. Framing Problems, di Biennale Tecnologia e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, co-curata da Bernardo Follini, è una mostra diffusa in sei sedi cittadine che coinvolge otto artisti internazionali e propone un focus sull’uso e sull’impatto delle nuove tecnologie nella società. Il progetto propone l’arte come pratica per indagare i modi in cui questioni cruciali come la guerra, il genocidio, la disinformazione entrano nel discorso pubblico in un presente in cui le crisi ambientali, le trasformazioni sociali e le accelerazioni tecnologiche si intrecciano. Le opere, concepite come dispositivi di attenzione nello spazio pubblico, invitano a rallentare e osservare criticamente le contraddizioni del presente digitale. Dati sensibili, a cura di Federico Bomba e ospitata al Museo Nazionale del Risorgimento, nasce da una collaborazione con l’Associazione Archivio Storico Olivetti per interrogare il presente attraverso tre temi fondativi: città, tecnologia e lavoro. Il percorso espositivo alterna materiali d’archivio e macchine olivettiane, rendendo tangibile la materialità del sapere e la sua stratificazione nel tempo, restituendo ai dati la loro dimensione originaria di esperienza e di lavoro umano. L’esperienza analogica si conclude nella Sala dei Plebisciti con un incontro di carattere fortemente sperimentale.
Come nelle passate edizioni, Biennale Tecnologia incontra il pubblico anche con diversi spettacoli in programma, come Automavie. La vita a rendere, da un soggetto di Luca De Biase, con l’adattamento e regia di Sergio Ferrentino e musiche originali di Gianluigi Carlone. Lo spettacolo è un esperimento radicale che attraversa il pianeta: Automavie promette di liberare l’umanità dal lavoro grazie a robotica avanzata e intelligenza artificiale, garantendo beni e servizi a cinquemila tester distribuiti nei cinque continenti. Prometeo Talks, con la regia di Gabriele Vacis, intreccia il mito eschileo con le visioni contemporanee di Federico Ferrero, Diego Nargiso, Guido Saracco, Angelica Savoini e Virginia Vergero, accompagnati da Vacis e dagli attori di POEM – Potenziali Evocati Multimediali. Lo spettacolo fonde parola accademica e coro scenico, tra intelligenza artificiale, ambiente, lavoro, nel segno del fuoco di Prometeo. Machiavelli Music, invece, presenta due spettacoli: il primo, Tecnomusik. Neurodinamiche dell’esperienza musicale: tra entrainment rimodellamento plastico sarà con Alice Mado Proverbio e con la performance musicale degli allievi del Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Verdi” di Torino. L’incontro affronterà inoltre il tema della neuroplasticità, mostrando come la pratica e l’ascolto della musica possano indurre cambiamenti funzionali e strutturali nel cervello umano. Il secondo spettacolo, invece, Tecnomusik. Il libro del mondo è scritto in musica sarà con Telmo Pievani, le musiche di Giorgio Li Calzi e con la performance musicale di un gruppo Jazz di allievi del Conservatorio di Torino. Lo spettacolo racconta il legame sorprendente tra matematica e natura, mostrando come idee nate per gioco nella mente degli scienziati si rivelino strumenti fondamentali per comprendere il mondo. E ancora: Retrofuturo, per la regia di Antonella Questa, è una commedia brillante che riflette su ciò che cambia, su ciò che resiste e su ciò che vale ancora la pena rivendicare. In scena, Francesca Fiore e Sarah Malnerich rappresentano due donne, due epoche, e, in un appuntamento dal parrucchiere, emergono problemi diversi e la stessa identica domanda: e se la realtà a cui siamo abituate non fosse la migliore possibile? Inoltre, verrà presentato lo spettacolo La sussurratrice – Dialogo con una macchina con Olivia Manescalchi e Guido Saracco, per la regia di François-Xavier Frantz, con i danzatori della Roma City Ballet Company di Fabrizio di Fiore Entertainment e le coreografie di Manuel Paruccini, che racconta la progressione del rapporto tra uno Scienziato, programmatore e creatore di un’Intelligenza Artificiale e la sua Creatura. Socrate 16.22, invece, è uno spettacolo scritto da Filippo Gentili, con la consulenza scientifica del Politecnico Torino, per la regia di Ferdinando Ceriani e le musiche di Roberto Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
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