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  • Il termine per l’istanza di annullamento in autotutela obbligatoria

    7 JUN. 2024 · Tema: Il termine per l’istanza di annullamento in autotutela obbligatoria Buongiorno Avvocato, la Riforma fiscale ha dato importanza ad alcuni strumenti alternativi al contenzioso e, in particolare, all’istanza di annullamento in autotutela. Ma ci sono dei dubbi sul termine per presentare tale istanza, di cosa si tratta? Buongiorno Stefano e bentrovati ai nostri ascoltatori. L’autotutela obbligatoria disciplinata dal nuovo art. 10-quater della L. 212/2000 (introdotto dal DLgs. 219/2023), prevede l’annullamento, totale o parziale, dell’atto o dell’imposizione nel caso di sua “manifesta illegittimità” al ricorrere delle ipotesi tassativamente indicate nel relativo comma 1. Il secondo comma dell’art. 10-quater della L. 212/2000 stabilisce, poi, che: “L’obbligo di cui al comma 1 non sussiste in caso di sentenza passata in giudicato favorevole all’amministrazione finanziaria, nonché decorso un anno dalla definitività dell’atto viziato per mancata impugnazione”.La locuzione “decorso un anno dalla definitività dell’atto viziato per mancata impugnazione” si presta, però, a differenti interpretazioni.Non è chiaro, infatti, se il termine annuale si riferisca al tempo entro cui l’Amministrazione finanziaria deve esercitare l’autotutela, oppure se entro detto termine il contribuente deve presentare l’istanza ai fini dell’ottenimento dell’autotutela obbligatoria.È evidente come l’una o l’altra soluzione sposti non di poco i termini della questione. Quali sono le interpretazioni date alla frase “decorso un anno dalla definitività dell’atto viziato per mancata impugnazione”? Secondo un’interpretazione letterale dei commi 1 e 2 del menzionato art. 10-quater della L. 212/2000, si può sostenere che entro l’anno, più che l’adozione del provvedimento di autotutela, dovrebbe essere presentata la domanda del contribuente all’ente impositore che consente di sindacare, poi, il diniego, sia espresso sia tacito. Esemplificando, l’avviso di accertamento notificato il 4 aprile 2024 deve essere impugnato entro 60 giorni (art. 21 del DLgs. 546/92), ovvero entro il 3 giugno 2024: in mancanza il 4 giugno 2024 l’atto è definitivo. Sicché, l’autotutela obbligatoria deve intervenire entro il 4 giugno 2025 con la conseguenza che entro la medesima data il contribuente dovrà presentare la relativa istanza.Secondo  l’Amministrazione finanziaria si può sostenere un’altra interpretazione.Una diversa lettura della norma potrebbe portare al risultato per cui, decorso l’anno da quando sono spirati i termini per il ricorso, non c’è più nessun dovere di autotutela obbligatoria tramutandosi al più in una autotutela facoltativa.L’autotutela obbligatoria non presuppone, come prevede il comma 1 dell’art. 10-quater della L. 212/2000, la domanda di parte, potendo questa anche avvenire su iniziativa dell’ufficio.L’ente impositore potrebbe, quindi, a fronte dell’istanza del contribuente lasciar trascorrere l’anno onde sostenere che non sussiste più l’obbligo di autotutela.      Se considerassimo valida l’interpretazione dell’Amministrazione finanziaria, quali potrebbero essere le conseguenze? Sostenendo la tesi dell’Amministrazione finanziaria, in sede contenziosa è prevedibile che si porrà una preliminare questione sulla corretta qualificazione dell’autotutela obbligatoria o facoltativa.Infatti, trascorso l’anno un eventuale diniego, soprattutto quello tacito, pone un problema di tutela giudiziale dal momento che il diniego tacito all’autotutela facoltativa non è un atto impugnabile ex art. 19 del DLgs. 546/92. L’impugnazione del diniego, quindi, prevedibilmente comporterà dapprima una valutazione del giudice tributario sul merito già in sede di esame preliminare del ricorso ex art. 27 del DLgs. 546/92: sicché ove questo ritenga la fattispecie non rientrante nell’art. 10-quater della L. 212/2000, respingerebbe il ricorso per inammissibilità del medesimo con decreto, reclamabile ex art. 28 del DLgs. 546/92. Quindi qual è la strada migliore da seguire? In un’ottica estremamente prudenziale, a fronte dell’istanza del contribuente, se possibile, si potrebbe optare per l’impugnazione del diniego tacito 90 giorni prima dello spirare del termine annuo in argomento, ciò per evitare che ci si veda opporre l’insussistenza dell’obbligo di autotutela (e come logica conseguenza presentare la domanda di autotutela per tempo, prima dei 90 giorni dallo scadere dell’anno). Infatti, il silenzio che equivale a rifiuto, si forma decorsi 90 giorni dalla domanda del contribuente per effetto della modifica all’art. 21 del DLgs. 546/92.A nostro avviso sembra più coerente con l’assetto della riforma la prima interpretazione fornita, ovvero che la presentazione dell’istanza del contribuente debba avvenire entro un anno dalla definitività dell’atto, tuttavia, si auspica un intervento legislativo chiarificatore al fine di evitare interpretazioni contrastanti. Sono queste quindi le tematiche approfondite sui vostri canali? Assolutamente si. Vi invitiamo a seguire il Fiscal Webinar che terremo il 12 giugno 2024.Sarà un appuntamento per approfondire tutto quello che un Imprenditore deve sapere su: Crisi Fiscale d'ImpresaEconomia e AttualitàRipresa della RiscossioneRilancio della propria aziendaGestione del Debito Fiscale e con i Fornitori Vi invitiamo a visitare le piattaforme streaming di Youtube, Facebook e Linkedin.O in alternativa sempre in diretta su BFC Forbes.
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  • Avv. Armando Francia - Le Elezioni Regionali

    6 JUN. 2024 · Per maggiori informazioni e per approfondire potete andare a visionare il sito del consiglio regionale del piemonte oppure visionare il pdf cliccando sul link:  https://www.cr.piemonte.it/cms/sites/default/files/infografiche/singola_infografica/Legge%20elettorale.pdf
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  • Decadenza dalla rateizzazione delle cartelle

    31 MAY. 2024 · Tema: Decadenza dalla rateizzazione delle cartelle Buongiorno Avvocato, oggi facciamo un po’ di chiarezza sulla rateizzazione delle cartelle con Agenzia delle Entrate Riscossione e, in particolare, sulla decadenza dai piani di rateizzazione. Ci spiega? Buongiorno Stefano e bentrovati ai nostri ascoltatori. In prima battuta, voglio ricordare agli ascoltatori che hanno aderito alla Rottamazione Quater e sono in regola con i pagamenti, che il 31 maggio scade la quarta rata. ricordo che ci sono i 5 giorni di tolleranza quindi il pagamento può essere effettuato entro il 5 giugno.Ma oggi soffermiamo la nostra attenzione sulla rateizzazione e, in particolare, sulla decadenza dai piani di rateizzazione. Nel mese di maggio, Agenzia delle Entrate - Riscossione ha pubblicato una guida sulla rateizzazione delle cartelle 2024, in cui si evidenzia, in base alle norme che si sono susseguite nel tempo, quando si decade da un piano di rateizzazione richiesto all'Ader Agenzia delle riscossione per i propri ruoli.Ricordiamo che il contribuente decade dai benefici della rateizzazione per inadempienza quando non esegue il pagamento di alcune rate anche non consecutive. Ma quindi la decadenza non è uguale per tutti i piani di rateizzazione presentati? Assolutamente no. Il numero delle rate non pagate che determinano la decadenza varia, in ragione dei provvedimenti normativi che sono intervenuti al riguardo, in relazione a diversi elementi. - Per le rateizzazioni in essere all’8 marzo 2020 (21 febbraio per i residenti nella cosiddetta ex “zona rossa” COVID), si decade con il mancato pagamento di 18 rate anche non consecutive; - Per le rateizzazioni concesse dopo l’8 marzo 2020 e richieste fino al 31 dicembre 2021, si decade con il mancato pagamento di 10 rate anche non consecutive; - Per le rateizzazioni presentate dal 1° gennaio 2022 al 15 luglio 2022, si decade con il mancato pagamento di 5 rate anche non consecutive; - Per le rateizzazioni presentate dal 16 luglio 2022, si decade con il mancato pagamento di 8 rate anche non consecutive. Nel caso in cui tra le rate impagate sia compresa l'ultima la decadenza si concretizza anche a fronte del mancato pagamento di un numero di rate inferiore a quello previsto. Con la decadenza il debito ritorna esigibile in un'unica soluzione e possono essere immediatamente riprese le azioni di recupero Dopo essere decaduti dalle rateizzazioni non è più possibile rateizzare? Anche in questo caso ci sono delle distinzioni.In caso di decadenza per inadempienza è possibile per i debiti compresi in rateizzazioni presentate fino al 15 luglio 2022 richiedere una nuova dilazione solo dopo aver versato una somma corrispondente all'importo delle rate della rateizzazione decaduta scadute alla data di presentazione della nuova richiesta. Invece per le richieste di rateizzazione presentate dal 16 luglio 2022 non è possibile ottenere in caso di decadenza una nuova rateizzazione per gli stessi debiti. La decadenza di uno o più rateizzazioni non preclude altre richieste di dilazione per i debiti non inseriti nella rateizzazione caduta. Sono queste quindi le tematiche che troviamo sui vostri canali? Si, sui nostri canali troverete il materiale necessario per approfondire tutto quello che un Imprenditore deve sapere su: Crisi Fiscale d'ImpresaEconomia e AttualitàRipresa della RiscossioneRilancio della propria aziendaGestione del Debito Fiscale e con i Fornitori La diretta potrà essere seguita sulle piattaforme streaming di Youtube, Facebook e Linkedin.O in alternativa sempre in diretta su BFC Forbes.
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